Onde del Mare: la nuova frontiera dell’energia rinnovabile

Energia del mare
Credits: ohga.it

Parlando di energia prodotta da fonti rinnovabili non si può non citare l’energia dal moto ondoso del mare. Si tratta infatti di una risorsa inesauribile di energia rinnovabile che potrebbe svolgere un ruolo cruciale nella transizione energetica globale verso un futuro a basse emissioni di carbonio. La US Energy information Administration ha calcolato che utilizzando correttamente le onde che circondano le coste degli USA si ricaverebbe circa il 64% dell’energia elettrica necessaria al paese. Per tale motivo l’energia delle onde è stata identificata come una delle fonti di energia rinnovabile con il maggiore potenziale, e gli investimenti in questo settore sono in costante aumento in tutto il mondo.

In questo articolo, esploreremo in dettaglio l’energia delle onde, analizzando come funziona, i suoi vantaggi e svantaggi, e il suo ruolo nella transizione energetica globale. Esamineremo anche alcune delle tecnologie utilizzate per catturare tale energia e i progetti di successo in questo settore, prestando particolare attenzione al progetto WEDUSEA in Scozia e alla situazione in Italia.

Come funziona l’energia delle onde?

L’energia dalle onde sfrutta l‘energia cinetica dell’acqua in movimento per generare elettricità. Il processo di conversione dell’energia delle onde in elettricità può avvenire attraverso diverse tecnologie che possono essere suddivise in quattro categorie principali: dispositivi oscillanti, dispositivi a flusso oscillante, dispositivi basati sulla pressione dell’acqua e dispositivi basati sulle onde stazionarie. Ma il principio di base di ognuna è lo stesso: utilizzare il movimento dell’acqua per far girare una turbina o un generatore elettrico, trasformando l’energia cinetica delle onde in energia elettrica.

Lo stato attuale dell’energia delle onde

L’energia dalle onde è stata sperimentata per la prima volta negli anni ’70, ma solo negli ultimi tempi ha attirato l’attenzione come fonte di energia rinnovabile sostenibile. Attualmente, ci sono circa 20 impianti di energia delle onde in funzione in tutto il mondo, principalmente in Europa, dove ci sono condizioni marine favorevoli e sostegno finanziario per lo sviluppo di tale risorsa. Si stima che tale energia possa fornire fino al 10% del fabbisogno energetico globale, il che la renderebbe una delle fonti di energia rinnovabile più importanti al mondo. Tuttavia, essendo ancora emergente, il suo contributo all’approvvigionamento energetico globale è relativamente basso.

Vantaggi

Numerosi sono i vantaggi che derivano dall’utilizzo dell’energia delle onde come fonte di energia rinnovabile. In primo luogo, si tratta di una fonte di energia inesauribile e costante, poiché le onde sono presenti ovunque e si formano ininterrottamente giorno e notte. Ciò le rende anche molto prevedibili, le onde del mare, infatti, sono influenzate dalla gravità, dal vento e dalle correnti oceaniche, e quindi possono essere anticipate con un certo grado di precisione. Questo rende l’energia delle onde una fonte affidabile di energia rinnovabile.

Inoltre, si tratta di una risorsa rinnovabile flessibile, poiché si presta ad essere prodotta in diversi modi, tra cui la conversione delle onde in elettricità mediante il movimento di dispositivi galleggianti o l’utilizzo di turbine sommerse, che impattano molto poco sulla biodiversità, rendendo questo metodo adattato alle esigenze locali.

Svantaggi

Uno dei principali svantaggi è dovuto all’alto costo di produzione e gestione  e alla difficoltà nell’individuare spazi conformi per gli impianti. Un’altra condizione sfavorevole è quella che riguarda gli effetti sull’ecosistema marino. I macchinari impiegati nell’estrazione di energia marina, generando rumore, rischiano di modificare l’habitat delle creature che vivono in acqua, e le sostanze chimiche tossiche adoperate sulle piattaforme aumentano l’inquinamento delle acque.

È importante inoltre considerare che la produzione di tale energia può rappresentare una fonte di disturbo per le attività umane che si svolgono in mare aperto, come la navigazione o il turismo costiero. Infine, tale energia dipende dalle condizioni del mare, e quindi la sua produzione può essere influenzata dalle variazioni delle condizioni meteorologiche. Infatti, durante le piogge la potenza delle onde diminuisce drasticamente.

Progetti in corso

Moltissimi sono i Paesi che stanno investendo nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie che sfruttano le onde del mare, al fine di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e limitare l’impatto ambientale. Tra questi citiamo Cina, Australia, Stati Uniti, Portogallo, Danimarca, Corea, Regno Unito, Italia. In particolar modo, a livello globale, la Scozia emerge con il progetto Wedusea. Per quanto riguarda l’Italia, tra i progetti attualmente in corso spiccano maggiormente il sistema “ISWEC” e l’impianto situato a Pisa.

Scozia: l’impianto nel mare più potente del mondo

Grazie alla sua posizione geografica, con una costa lunga oltre 10.000 chilometri, la Scozia ha un enorme potenziale per la produzione di energia dalle onde. È infatti proprio in Scozia che si trova l’impianto più potente per la conversione di tale energia e in grado di rendere indipendente l’Europa dal punto di vista energetico.

Questo impianto fa parte del progetto WEDUSEA, cofinanziato dal programma Horizon Europe dell’Unione Europea e da Innovative UK con 19,6 milioni di euro. Tale iniziativa vuole dimostrare la fattibilità tecnica ed economica dell’energia dalle onde su grande scala, in modo da facilitare l’adozione di questa tecnologia rinnovabile. Il progetto ha una durata di 4 anni e si servirà della collaborazione di aziende private ed università dei vari paesi europei.

E in Italia?

Anche in Italia ci sono diversi progetti in fase di sviluppo che cercano di utilizzare l’energia delle onde in modo efficiente e sostenibile.

Tra questi progetti spicca il sistema ISWEC (Inertial Sea Wave Energy Converter), ideato dal Politecnico di Torino e ubicato a Ravenna, che sfrutta l’energia cinetica delle onde per generare energia elettrica. Grazie alla sua tecnologia innovativa che utilizza un volano a velocità variabile, il sistema ISWEC è in grado di aumentare l’autosufficienza energetica di strutture off-shore e di ambienti geografici nei quali l’approvvigionamento elettrico è indispensabile.

L’impianto di Pisa rappresenta un ulteriore esempio di come l’Italia stia cercando di sfruttare al meglio le risorse energetiche rinnovabili provenienti dalle onde del mare. Tale sistema è stato progettato dalla start-up 40 South Energy e si è rivelato innocuo per la navigazione e per la fauna marina. L’impianto in questione ha una potenza di 50 kW, è installato a circa 7 metri di profondità e dista 200 metri dalla costa.

Conclusione

In sintesi, l’energia dalle onde rappresenta una fonte di energia rinnovabile ancora poco sfruttata ma con un grande potenziale, che può contribuire a ridurre l’impatto ambientale del consumo di energia. Nonostante gli svantaggi e le sfide tecnologiche, progetti come quello Wedusea in Scozia e il sistema ISWEC in Italia dimostrano l’importanza di questa fonte di energia oggi e in particolare rappresentano esempi di come la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie possono aiutare a sfruttare l’energia delle onde in modo più efficiente e sostenibile.

È importante continuare a investire in questa fonte di energia e sviluppare tecnologie sempre più efficienti per sfruttarla in modo responsabile e sostenibile, contribuendo così alla transizione verso un futuro più verde e sostenibile per il nostro pianeta.

FONTI

Energia dalle onde: in Scozia il più potente impianto, energycue.it, 2022.

Energia dalle onde: oceanenergy coordina il progetto wedusea, corrierenazionale.it, 2022.

Europa autosufficiente, non più un miraggio: si può grazie all’energia delle onde, quifinanza.it, 2022.

Ricavare energia dalle onde: al via in Scozia il nuovo progetto finanziato da UE e UK, geopop.it, 2022.

 

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